giovedì 4 ottobre 2012

Entri nei miei sogni, con tutto il tuo essere, dalla testa ai piedi, con le mani e con le labbra, con i sussurri e con le parole, con i silenzi e con il tuo buio…
Attraversi il vuoto, diventi il mio amante demonio, mi possiedi e mi nutri de

lla tua eterea presenza, dei tuoi vapori infuocati.
Mi tieni in bilico tra la beatitudine del sonno e lo smaniare del dormiveglia…..e quando mi sveglio, solo per un momento…un delizioso momento…sarai accanto a me, avvolto tra le mie braccia, fino a quando il sonno totalmente svanisce nelle polverose luci della realta’….e con esso il mio amore fantasma.

Siamo nati attrezzati per sperimentare una complessita’ di emozioni e sensazioni.
Molti di noi, io per prima, ci sentiamo a disagio quando dobbiamo affrontare le nostre emozioni piu’ potenti.
Molte volte rifuggo sia gioia che disperazione n
egandomi i colori della vita, ritirandomi in un mondo grigio e monotono.
Porto me stessa all’insensibilita’, fuggendo da cio’ che realmente sono: e’ piu’ facile reprimere emozioni che avere a che fare con esse.
Possiamo mascherarle con alcool, cibo, dolci, shopping inconsulto, tentando di intorpidire il nostro cuore.
E’ normale cercare distrazioni temporanee per far fronte alle emozioni intense, paralizzando noi stessi, impedendoci di affrontare problemi e situazioni che non ci piacciono, senza cercare soluzione e pace.
Quando si e’ intorpiditi, non c’e’ dolore e impotenza, ma nemmeno gioia e guarigione... e’ una situazione di stallo che mantieni per non soffrire.
Addormentare e paralizzare queste situazioni diminuisce la qualita’ della vita, non c’e’ bisogno di provare emozioni intense, ma meno senti e meno ti senti vivo.
I sentimenti aggiungono vitalita’ alle nostre esperienze, ci servono per collegare il mondo che gira attorno a noi.
Mi e’ capitato di frenare le mie emozioni, di fermarmi a ragionare chiedendomi perche’ volevo attenuarlle... non ho trovato risposta.
Non voglio avvolgere i miei sensi nella nebbia, non voglio intorpidire come fanno tanti che fuggono da amore e sentimenti, i traumi e i dolori servono, da essi si guarisce... ne sono piu’ che convinta.
Ancora una volta ho ritrovato il mio coraggio... l’ho trovato dentro di me.

Tua

Si, sono io,
quella da cui vieni perchè sai che ti dirò di si.
Sono diventata Tua e Ti sentivi grande,
mentre io ero nulla,
tu lasciavi il tuo marchio e tornavi alle tue cose,

mi umiliavi e ti ritiravi nei tuoi spazi,
raccoglievo i pezzi e tornavo sola,
ma doveva per forza essere così,
non potevi diversamente.
Non ti biasimo, ho permesso io che accadesse,
ti ho incoraggiato, ti ho voluto.
Sei venuto da me,
i tuoi occhi pieni di necessità,
volevi, ordinavi, pretendevi.
Mentre facevo finta di crederti, eseguivo,
eri felice, almeno lo credevi,
lo pensavo....
ma eri vuoto come il tuo cuore.
Mi guardo indietro.....vaffanculo.
So che io non sono quello che vuoi,
so che io non sono quello che ti serve,
so che io non sono tua,
che tu non sei mio....
e adesso torni.
Siamo esattamente ciò che vogliamo e di cui abbiamo bisogno?
Io sono tua e tu sei mio?
Cosi, vieni da me,
stillicidio di parole colpiscono la mente,
gli occhi si riempiono,
le emozioni si aggrappano,
si svuota tutto,
paura...
odio....
brama...
rancori...
nel corpo una spinta.
Mordo le mie labbra e torno alla realtà,
gli occhi annebbiati,
mi alzo e me ne vado.
Rimango nella stanza a guardare fuori,
ma gli occhi non vedono nulla di interessante,
la mente segue i propri pensieri,
la fantasia galoppa.....un immagine, un flash,
e mi trovo contro un muro.
Evitando il mio sguardo, mi sbatti li,
ma scelgo di esserci,
scelgo di essere utilizzata,
di essere usata e violata,
perché tanto è solo un momento,
il nostro momento,
sarò sul tuo piedistallo,
e tu solo mio.
Entrambi ricorderemo,
momenti di disperazione che consumano,
ma niente di più.
Vedo il marchio,
il tuo marchio,
ma sei veramente tu che voglio?

martedì 2 ottobre 2012

Non potevo immaginare di aver messo piede su un fiume di porcellana, splendidi bagliori, splendida finezza…..ma tanto fragile e delicato….il mio fiume di parole tenero ma insolente, dolce ma impetuoso….
Conosco il chiarore della luce lunare come ammiro il chiarore della poesia che si staglia sotto la sua luce eterea, verso dopo verso, fino all’impersonale e all’incomprensibile, fino ai simboli che
 simboli non sono.
E proprio quando non ce la faccio a gridare le mie emozioni…. nel silenzio scrivo…perche’ un terremoto non si puo’ arrestare, non si puo’ soffocare dopo la morte, non puoi fermare il tuono dopo il lampo….. e ammanettata in un silenzio ancora piu’ assordante…..non ho paura…i versi si forgiano con il fuoco della mia mente, saltano vivi sul foglio bianco…..non mi deludono mai.
Cadono nell’acqua di quel fiume immobile e delicato, incuranti delle pietre su cui atterrano….devo continuare, non devo lasciare che il mio canto affondi la bellezza nel silenzio indifferente.
Chi vuoi che sia oggi?
La tua Signora o la tua puttana?
Ohhhh, che imbarazzante alleanza....
Due poli in guerra, eppure vanno a braccetto.
Yin e Yang di una realta' interiore,
si mescolano e divengono uno.
Da entrambi sento la forza,
entrambi hanno la loro saggezza,
entrambi vivono e servono,
entrambi hanno il loro momento di esistere...

Margherita

Nella sua forza che scava nel profondo, vola libera per avventurarsi nel mondo, per testare le acque, la fertile terra e i divini segreti. Incontra messaggeri che rinnovano la sua anima, ampliano la sua mente, infondono coraggio nell'agire. Scava così forte e profondo da popolare i suoi sogni, cerca nel suo cuore il desiderio e raccoglie viticci di speranza e di amore. Sicuramente troverà ciò che cerca, quelle cose che arrivano quando meno te le aspetti e che fino ad allora erano sconosciute.”


Ci sono cose e oggetti, che nella vita non riesci ad ottenere, vorresti averli con tutta l'anima, perché ti piacciono, ti soddisfano, ti fanno assaporare attimi di gioia.
Così come le cose, ci sono anche le persone.
Margherita aveva incontrato una persona simile, era una persona speciale, che le aveva fatto capire che la sua vita era insignificante. Le aveva aperto un mondo nuovo, un mondo fatto di sensazioni estreme, dove piacere e lussuria si confondevano e donavano al proprio essere una luce diversa.

lunedì 1 ottobre 2012

Penso di essere un artista con la mia lingua.
Le cose che la mia bocca possono fare per un uomo, non sono davvero un arte, a meno che non si consideri l'amore una delle più grandi arti.
Non c'è più niente di erotico di una donna che si avvicina al membro del suo uomo, non come un compito da completare, ma come un banchetto che nutre la sua anima.
Sono nata per amare, nata per mettere gli altri prima di me stessa, con facilità, in un mondo che non mette alcun valore sul sacrificio che una donna possa fare per il suo uomo, una donna che si taglia in pezzi e torna per donare ancora di più.
Sono nata per donare, per vivere nonostante il costo.
Ogni giorno chiudo gli occhi e anelo il potere del mio lui, con il coraggio di rimanere fedele alla mia realtà, scoprendo che l'autenticità è la gioia più grande.
Siamo nati per amare, quelli come noi con questa natura inspiegabile, che trovano gioia ed appagamento nella più dolce delle torture, nel donarsi, con la forza dell'acciaio nel più morbido dei travestimenti, incondizionatamente e con purezza.
Sono nata per amarti, liberando la mia essenza, inginocchiandomi ad adorarti, vivendo le mie notti a pensarti, tra le nebbie del sonno.
E non c'è modo di svoltare da questo sonno agitato, con le mani cieche alla ricerca di qualcuno, le lenzuola fredde accanto a me.
Il battito del mio cuore lento e insignificante, tonfi sordi che sbattono dentro di me, fragile l'anima si sveglia, frantumando l'incertezza di questo incubo...
Apro gli occhi alla realtà e scopro di essere sola ancora una volta, non mi resta altro che giocare con me stessa, pensandoti e raggiungerti con un orgasmo che vorrei fossi li ad assaporare.